Sfogo shock di un medico italiano in Inghilterra: “Voglio andare via di qui”

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Cercare lavoro in Inghilterra è uno delle prime cose che si pensano quando si decide di emigrare. Non emigrano soltanto giovani studenti, lavoratori manuali o imprenditori. Ma anche professionisti molto specializzati, come Daniele. Medico specializzato in neurochirurgia che qualche giorno fa ci ha mandato un messaggio, probabilmente di sfogo, sulla vita in Inghilterra.

Abbiamo deciso di pubblicare integralmente il testo del messaggio in modo da essere più obiettivi possibili:

Lo sfogo di un medico italiano: ecco il testo integrale del Dott. Daniele (omissis)

“Io sono partito per l’uk 5 anni fa…..laurea in medicina e chirurgia con specialità neurochirurgia. Anche io devo sfatare un mito: l’UK non è il paradiso che mi aspettavo. Sebbene il welfare del governo inglese sia molto presente e attivo (pensione, manutenzione strade, sicurezza, etc.), sono rimasto molto deluso sia dalla qualità della vita che dal lavoro:

1) La qualità della vita è davvero pessima, ho trovato la società inglese come una delle peggiori del mondo. le persone sono incivili, fredde, ubriacone, si lamentano sempre e per qualsiasi sciocchezza che potrebbero fare anche a meno, non amano socializzare. costruire un gruppetto di amici o stabilire una relazione sentimentale con una ragazza è pressoché impossibile.

2) Il lavoro: lavorare come medico è massacrante. Sebbene ci sia un orario sindacale settimanale (48h/set), i medici lavorano non meno di 70-80h/sett e anche di più perché c’è una costante carenza di medici e i pochi che ci sono devono coprire i turni lasciando poco spazio alla vita privata. il livello di professionalità richiesto è così alto che si scade nel ridicolo e i medici non solo non sono rispettati dallo staff infermieristico ma anche dai pazienti perché qualsiasi cosa il medico ha torto. In uk non esiste l’articolo 18 quindi prima di tutto ai medici non fanno contratti a tempo indeterminato ma si viene licenziati per cose molto banali e senza senso, basta anche una calunnia da parte di un personale dello staff al quale non sei simpatico. Questo è dovuto al fatto che in Uk il reato di ingiuria, calunnia e diffamazione è stato depenalizzato e deve essere il calunniato a provare la sua innocenza e non viceversa.
Io vorrei andar via da qui, anche perché il clima è costantemente pessimo e depressivo, la qualità del cibo scadentissimo.
Vorrei anche lasciare il mondo medico dal quale sono rimasto molto deluso e vorrei fare un lavoro che mi porti meno stress e più tempo per me stesso, ma non saprei cosa. Ho sempre lavorato solo come medico e non so nulla di marketing o su come gestire un ristorante.

9 pensieri riguardo “Sfogo shock di un medico italiano in Inghilterra: “Voglio andare via di qui”

  • settembre 23, 2017 in 5:36 pm
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    Non so-o forse sì- perchè gli altri italiani condividano sempre e solo le belle esperienze. Inclusa me conosco altre persone che sono state deluse dall’Uk e non sono poche. Come accennavo sopra, sembrerebbe che chi racconta la propria esperienza negativa sia un giuda iscariota agli occhi degli altri italiani. Caro dottore, non solo le credo ma la capisco.

  • settembre 23, 2017 in 9:23 pm
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    Sono d’accordo su quasi tutto quello che il collega ha elencato nel suo sfogo! Tuttavia non sono d’accordo o quanto meno non riesco a capire quale sia il “rispetto” che il medico cerca dagli infermieri! Se il rispetto che cerca è la stessa servitù e prostrazione che i medici in Italia esigono dai professionisti infermieri allora sono contento che i colleghi infermieri non lo rispettino!

  • settembre 24, 2017 in 1:06 pm
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    Salve, mi chiamo Luca e sono anche io emigrato in UK, per la precisione a Londra da ormai 4 anni e dopo aver letto l’ennesimo articolo di questo tipo, voglio, cosa che non faccio mai sui social e sul net in generale, dire la mia, perché visto e considerato che questo è un portale per Italiani emigrati all’estero è giusto che chi legge conosca le cose per quel che sono e non si lasci influenzare da racconti di esperienze “negative” di alcune persone che non farebbero altro che distorcerne idee e giudizio.
    Premetto che in generale non vedo di buon occhio la pubblicazione di certi “sfoghi” e “lamentele” presentati come realtà dei fatti perché si sta fornendo a chi legge un immagine negativa, distorta e parziale del paese in questione e purtroppo mi trovo sempre più spesso a constatare che buona parte degli organi di informazione Italiani tra telegiornali, quotidiani,siti e riviste dedicate non facciano altro che seguire questo trend, forse con lo scopo di screditare altri paesi,arginare così magari in parte il sempre crescente flusso migratorio ed esaltare ad un tempo le bellezze della nostra cara patria nascondendone quelli che sono i difetti e le ragioni che spingono persone come noi ad abbandonarla.
    Detto questo entro in merito dell’articolo vero e proprio e devo subito dire che leggendolo la prima sensazione che ho avuto è stata quella di trovarmi di fronte al piagnisteo di un bambino viziato che non è riuscito ad ottenere ciò che voleva o meglio che lo ha ottenuto, ma che realizzando che la realtà è differente da quello che si aspettava se ne lamenta cercando un cattivo, un colpevole, da accusare e su cui scaricare la propria frustrazione,in questo caso, il cattivo è, per questo signore, l’Inghilterra:

    L’Inghilterra in cui si lavora tanto,
    dove si pretende che tu faccia il tuo lavoro e lo faccia bene e non risparmi fatica nel farlo, dove se c’è un lavoro da finire e il tuo turno è terminato ti si chiede di restare e fare overtime, straordinari (sempre pagati) perché in un posto di lavoro in cui è previsto che se lavori bene tu ce la faccia da solo, non vengono assunti altri 3 o 4 medici a dividersi quello che c’è da fare in modo da poter tranquillamente lavorare poco o niente e tornare a casa ogni giorno freschi come delle rose e magari avere anche il tempo di gestire il proprio ambulatorio privato, come, troppo spesso, siamo abituati noi,a casa nostra;

    l’Inghilterra in cui non c’è il posto fisso
    …che vergogna eh? Poverino, che stress deve essere pensare che se per caso non fai bene il tuo lavoro potresti addirittura essere licenziato, che se non instauri un buon rapporto, di fiducia e rispetto con il tuo team, questi potrebbero lamentarsi del tuo operato potresti incorrere in sanzioni disciplinari.
    Il signore qui si lamenta che il posto di medico chirurgo in un ospedale inglese non sia un posto fisso, a differenza di quanto invece avviene da noi, nel bel paese, in cui una volta uscito dalla specialistica, con il giusto aggancio, puoi essere assunto e una volta dentro attaccarti per bene alla tua poltrona conquistata con tanta fatica e restarci attaccato a vita, lavorando il meno possibile, conducendo una vita agiata, finalmente tranquillo e soddisfatto della posizione di potere che sei riuscito ad accaparrarti e da cui non ti staccherai mai…e niente, questo si commenta già da solo e non ho null’altro da aggiungere;

    l’Inghilterra in cui gli infermieri e il resto del personale non si prostrano come servitori ai piedi del medico, non lo rispettano, questionano le decisioni da lui prese se pensano che queste non siano giuste, non si comportano con la giusta reverenza rispetto a chi ricopre una carica che lo pone un gradino sopra loro nella scala gerarchica che noi tutti sappiamo già da noi esistere e che invece qui no.
    Qui gli infermieri sono personale qualificato, persone che hanno studiato per fare il proprio lavoro.
    Qui non ti rispondono “si signore” ad ogni ordine e non ti portano il caffè e non fanno il lavoro che tu non vuoi fare, perché qui, sul lavoro, si è tutti parte di un team, ognuno ha il suo ruolo e tu non sei superiore a nessuno.
    Vergognoso, inconcepibile, per chi, come questo signore, pensava che intraprendere la carriera ospedaliera lo avrebbe fatto entrare in quella cerchia lobbista ed elitaria che da noi è l’ordine dei medici;

    l’Inghilterra in cui il tempo è brutto, sempre, depressivo, il cibo non è buono, non riesci a trovarti una fidanzata e non riesci a crearti il tuo gruppetto di amici del bar perché non hai tempo, perché lavori troppo, perché le persone sono fredde e maleducate e ubriacone e la qualità della vita e bassa e bla bla bla…lamentele di un bimbo viziato che scopre che il mondo non è come quello delle serie tv americane dove tutto è bello e divertente, che si confronta con la difficoltà di vivere e lavorare e ne esce sconfitto invece di vergognarsene e stare a testa bassa si piange addosso e da la colpa di tutte queste brutte cose al paese che lo ha accolto e gli ha dato un lavoro e la possibilità di costruirsi una carriera e una vita, sputando nel piatto in cui mangia, vilmente, da sconfitto.
    Ora io non vi dirò che tutto questo è falso, non vi dirò che io ho il tempo per uscire, per avere degli amici e una fidanzata,non vi dirò che il tempo è bello e il cibo è buono e la qualità della vita è alta;
    vi dirò invece che queste cose ce le avevo anche io in Italia e mi piacevano come piacciono a tutti, avevo tutte queste cose belle ma non avevo la possibilità di avere un lavoro dignitoso o di pensare di avere un futuro, non potevo vantare di avere una dignità perché a 30 anni non avevo niente in mano, non riuscivo a camparmi da solo, come potevo guardare negli occhi mio padre che a 60 anni ancora rientrava a casa dal lavoro,dal cantiere e che dopo lavorava anche la nostra campagna, dopo una vita passata a lavorare e rompersi la schiena 12 ore al giorno senza lamentarsi, provvedendo a se e a tutta la famiglia…allora non potevo e adesso invece posso, perché qui mi è stata data la possibilità di lavorare e provvedere al mio sostentamento,mi è stata data la possibilità di avere una dignità e mi è stato chiesto in cambio ne più ne meno di ciò che é stato chiesto e mio padre e prima di lui a mio nonno e cioè di lavorare tanto e di mettere da parte un po’ dei miei vizi e sogni infantili,senza lamentarmi,tornando a casa ogni sera con la schiena rotta e la testa alta,e bene per me questa cosa non ha prezzo e non la baratterei per tutte le futili comodità stupide di questo mondo che il signor medico qui lamenta di non avere in questo paese.

    • settembre 24, 2017 in 11:16 pm
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      Applausi! Applausi! Applausi! Ti auguro il meglio, che sicuramente meriti.

    • settembre 25, 2017 in 2:29 pm
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      caro luca io sarei curioso di sapere che lavoro fai perché se nn hai mai lavorato nel mondo della medicina non capisco come fai a comprendere e quindi dare giudizi su come ci si senta.
      dalle parole ti reputi una persona molto intelligente ma hai omesso una cosa molto importante che una persona intelligente non avrebbe omesso: la consapevolezza che ogni persona è differente, che fa esperienze (belle e cattive) diverse, ha un vissuto diverso. se a te piace la pasta col sugo non è detto che debba piacere anche gli altri. inoltre hai vissuto con lui per capire le ragioni che lo hanno spinto a lasciare l’Italia? hai visto coi tuoi occhi i sacrifici che ha fatto? le lacrime che magari ha versato? tu lo chiami “viziatelo” senza conoscere il suo background e il suo operato. trovo nelle tue parole solo cattiveria e anche godimento nel sapere che c’è una persona migliore di te che sta male. a mio parere sei una persona che manca di “insight” e hai un animo orribile perché non sei capace di immedesimarti nelle sofferenze altrui. e come te ce ne sono tanti. io credo che tutti quelli che godono delle disgrazie altrui sono tutte persone fallite che cercano soddisfazione in ciò. che schifo!!!!!
      inoltre, il suo malcontento non è per il posto fisso….questo signore non avrà 20 anni per sempre, diventerà sempre più vecchio con gli anni e credi che a 60 anni possa ancora andare in giro di città in città come uno zingaro? e alle relazioni interpersonali non ci pensi? non credi che anche lui meriterebbe una famiglia, amici, un amore come te e gli altri? o pensi che nel suo corpo ci sia olio motore e fili elettrici? oh scusa ma tu sei troppo intelligente per capire queste cose……così banali.
      caro mio, se per te questo sfogo ti è apparso un semplice capriccio di viziatelo, allora ti auguro di passare quel che questo grande uomo sta passando, così capirai cosa vuol dire soffrire

      • ottobre 3, 2017 in 9:10 pm
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        Sacrosante parole. Senza contare il fatto che il lsvoro lo perdi per diffamazioni dette alle tue spalle solo perchè gli stai antipatico…è verissimo ma chi non è incappato in questo inferno ritiene il tutto un piagnisteo. Limitare l’emigrazione? Seriously? La paranoia arriva fino a questo punto? A me pare, invece, che chi presenta una realtà diversa venga tacciato di essere un piagnone. Ancora una volta gli italiani, anzicchè essere soldali tra loro, si ammazzano tra di loro.

    • settembre 28, 2017 in 12:51 pm
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      Luca condivido in pieno quello che hai detto… sono anch’io qui in Uk e lavoro in ospedale…
      la mia impressione è di quel ragazzetto raccomandato entrato in specializzazione ma una volta finita si è accorto che non gli bastava la raccomandazione per iniziare ad operare, perché dove stava c’erano leoni più grandi di lui…
      E allora che fa? Se ne va in UK dove ti devi fare il culo in reparto e in sala operatoria, ma non trova quello che aveva trovato nel reparto in Italia….
      ed ecco qui che arriva quello che qui chiamano lo sfogo…..
      se poco poco il mondo del lavoro italiano funzionava come quello in Uk… o mio dio

  • settembre 25, 2017 in 3:04 am
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    Onore alle tue parole !Condivido ogni singola lettera

  • settembre 26, 2017 in 6:47 am
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    Luca continua a lavorare tutta la vita imbecille cosi capirai sul letto di morte quanto ti sei goduto la vita

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